Standard del Lagotto Romagnolo

Paese d'origine

Italia.

Utilizzo

Cane specializzato nella ricerca del tartufo su qualsiasi tipo dì terreno.

Classificazione F.C.I.

Gruppo 8° - cani da riporto, da cerca e da acqua.

Sezione 3° cani da acqua.

N. 325/bis.

Brevi cenni storici

Antica razza da riporto in acqua presente fin dal XVI secolo nelle valli di Comacchio e nelle lagune ravennati e diffusasi poi, a partire dalla fine del XIX secolo, nelle pianure e nelle colline romagnole con la precisa funzione dì cane da tartufi.

Aspetto generale

Il Lagotto è un cane di mole medio-piccola, di aspetto rustico, fortemente costruito e molto ben proporzionato, con pelo fitto e ricciuto a tessitura lanosa.

La conformazione generale è quella di un leggero mesomorfo il cui tronco sta nel quadrato, armonico rispetto al formato (eterometria) e disarmonico rispetto ai profili (alloidismo).

Proporzioni importanti

La lunghezza della testa raggiunge i 4/10 dell'altezza al garrese. La lunghezza del muso è inferiore di 2/10 rispetto alla lunghezza del cranio (cioè il muso corrisponde al 44% circa della lunghezza totale della testa).

L'altezza del costato è alquanto inferiore al 50% dell'altezza al garrese e può sfiorare il 44% di tale altezza.

Comportamento e carattere

La funzione del Lagotto consiste nella ricerca del tartufo, lavoro che svolge con passione ed efficienza sfruttando la sua innata attitudine alla cerca e l'ottimo olfatto. Avendo cancellato l'istinto venatorio, nel suo lavoro non viene distratto dal selvatico e può considerarsi l'unico vero specialista per la ricerca del tartufo.

Sobrio, intelligente, affettuoso, attaccatissimo al padrone e facilmente addestrabile, il Lagotto è anche ottimo cane avvisatore e da compagnia.

Testa

Moderatamente massiccia e di forma trapezoidale vista dall'alto, ha gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso fra loro lievemente divergenti.

La sua lunghezza raggiunge i 4/10 dell'altezza al garrese. L'indice cefalico va da 50 a 54. La pelle è aderente al tessuti sottostanti, liscia e tesa.

Regione del cranio

Il cranio è largo agli zigomi. La sua lunghezza corrisponde al 56% della lunghezza totale della testa e la larghezza (diametro bizigomatico) è pari alla lunghezza.

Visto di fronte si presenta arcuato.

Di profilo forma un arco molto aperto che si attenua nella regione occipitale.

Seni frontali ben sviluppati nelle tre dimensioni, arcate sopracciliari marcate, depressione naso-frontale (stop) non troppo accentuata ma evidente, solco medio-frontale pronunciato, cresta occipitale corta e relativamente depressa, fosse sopra-orbitali (fontanelle) leggermente segnate.

Regione del muso

Tartufo

Voluminoso, con narici molto ampie, aperte e mobili. Scanalatura mediana assai pronunciata. In profilo è sulla stessa linea della canna nasale e sporge impercettibilmente sulla faccia anteriore delle labbra

Mascelle

Ben sviluppate. Le branche della mandibola sono piuttosto rettilinee e il corpo mandibolare è forte e relativamente largo. I denti sono bianchi, completi per sviluppo e numero, con impianto degli incisivi a forbice o a tenaglia, tollerata la forbice rovesciata (antiversione degli incisivi inferiori).

Guance

Masseteri piatti.

Occhi

Grandi, rotondeggianti e leggermente affioranti. Il colore dell'iride va dall'ocra al nocciola scuro e al marrone a seconda del mantello. Posti in posizione sub-frontale hanno palpebre aderenti con margini pigmentati nelle diverse tonalità del marrone. Ciglia estremamente sviluppate. Espressione attenta, intelligente e vivace.

Orecchie

Moderatamente grandi in rapporto al volume della testa, con apici lievemente arrotondati. Di forma triangolare con base piuttosto larga, attaccate appena al di sopra dell'arcata zigomatica, portate pendenti in riposo o lievemente rilevate in attenzione. Se stese, raggiungono la canna nasale ad 1/4 della sua lunghezza.

Il pelo sulle orecchie tende ad aprire il riccio pur mantenendosi sempre ben mosso. Non esiste porzione d'orecchia con pelo corto. L'interno del padiglione auricolare è ricoperto di peli.

Collo

Lievemente arcuato superiormente. Assolutamente privo di giogaia. Appena più corto della testa (8,5/10 della lunghezza totale della testa), ha un perimetro che può raggiungere, nei maschi, il doppio della sua lunghezza. forte, muscoloso, asciutto, a sezione ovale, con buon distacco dalla nuca.

Tronco

E' fortemente costruito e raccolto (la sua lunghezza coincide con l'altezza al garrese).

Linea superiore

Rettilinea dal garrese verso la groppa.

Garrese

Supera il livello della groppa e pur non essendo troppo stretto è tuttavia abbastanza elevato e prolungato all'indietro.

Dorso

Rettilineo, molto muscoloso. La sua lunghezza corrisponde al 33% circa dell'altezza al garrese.

Lombo

Corto, solidissimo, lievemente convesso in profilo, ben raccordato con dorso e groppa. La sua lunghezza corrisponde ad 1/6 dell'altezza al garrese, mentre la larghezza eguaglia e talora supera leggermente la lunghezza.

Groppa

Lunga (circa il 32% dell'altezza al garrese), larga (in media il 24% dell'altezza al garrese), muscolosa, lievemente inclinata (l'inclinazione del coxale va da 25° a30°).

Secondo l'inclinazione del coxale:

 

la groppa è definita: orizzontale da 15° a 25°

inclinata da 25° a 35°

obliqua o avvallata oltre 35°

Costato

Ben sviluppato. Disceso al gomito, il suo perimetro supera di 1/5 l'altezza al garrese, il suo diametro trasverso, che è massimo a metà dell'altezza toracica, sfiora il 31% dell'altezza al garrese, la sua profondità raggiunge il 54% dell'altezza al garrese, la sua altezza tocca il 44% dell'altezza al garrese. Anteriormente presenta un lievissimo accenno di carenatura per poi allargarsi notevolmente all'indietro a partire dalla sesta costa.

Linea inferiore

Il profilo sterno-ventrale evidenzia una regione sternale lunga che, tendente alla linea retta in un primo breve tratto, prosegue poi in un semicerchio a corda molto larga rimontante dolcemente verso l'addome che non è troppo retratto.

Coda

Inserita a mezza altezza, affusolata alla punta, se stesa sfiora il garretto. E' ricoperta di pelo lanoso e ispido. Portata a scimitarra in riposo, si rialza decisamente in attenzione. In lavoro o quando il cane è eccitato può essere portata anche notevolmente rialzata sulla linea del dorso, mai però incurvata ad anello.

Arti

Arti anteriori

Esame generale

Appiombi regolari sia di profilo sia di fronte. L'altezza degli arti anteriori al gomito rasenta il 56% dell'altezza al garrese.

Spalla

Lunga (raggiunge il 30% dell'altezza al garrese), obliqua (52°/55°), muscolosa, forte, aderente al torace ma libera nei movimenti. L'angolo scapolo-omerale oscilla fra 110° e 115°.

Braccio

Muscoloso, di ossatura asciutta, la sua lunghezza corrisponde al 30% dell'altezza al garrese. La sua inclinazione sull'orizzonte varia da 58° a 60°.

Avambraccio

Perfettamente verticale, a sezione ovale, con ossatura compatta. La sua lunghezza corrisponde al 36% dell'altezza al garrese.

Gomiti

Lunghi, prominenti, ben aderenti ma non serrati al costato, coperti di pelle asciutta, devono trovarsi come gli omeri su un piano rigorosamente parallelo a quello sagittale del tronco. La punta del gomito (epifisi olecranica) è situata sulla verticale abbassata dall'angolo caudale della scapola al suolo.

Carpo

Visto di fronte segue la linea verticale dell'avambraccio. E' asciutto, spesso e mobile. L'osso pisiforme è ben sporgente.

Metacarpo

Di grossezza alquanto inferiore all'avambraccio, è asciutto, elastico, con minimo tessuto cellulare sottocutaneo. Visto di fronte la sua direzione dev'essere sul medesimo piano verticale passante per l'avambraccio, visto di profilo forma un angolo col suolo di75°/80°.

Piede

Piedi anteriori rotondeggianti, compatti e con dita arcuate e raccolte. Unghie forti e ricurve. Buona pigmentazione dei cuscinetti plantari e digitali. Membrana interdigitale molto sviluppata.

Arti posteriori

Giudizio d'insieme

Appiombi regolari, treno posteriore potente e ben rapportato alla mole del cane.

Coscia

Lunga (fino al 35% dell'altezza al garrese), con muscoli ben evidenziati e nettamente divisi, presenta una lieve convessità posteriore.

L'asse del femore, alquanto obliquo dall'alto in basso e dall'indietro in avanti, ha un'inclinazione di 80° sull'orizzontale, l'angolo coxo-femorale è quindi di circa 105/110°. Il piano verticale passante per la coscia, in relazione al piano mediano del corpo, è parallelo.

Gamba

Di poco più lunga della coscia (36% circa dell'altezza al garrese), con buona ossatura e muscolatura, ha la scanalatura gambale ben evidenziata. La sua inclinazione sull'orizzontale va da 50° a 55° con un angolo femoro-rotuleo-tibiale di circa 130/135°. La sua direzione è parallela al piano mediano del corpo.

Garretto

Largo, spesso, asciutto, con salienze ossee ben evidenziate, parallelo rispetto al piano mediano del corpo. L'angolo tibio-metatarsico è di circa 140°.

Metatarso

Asciutto, cilindrico, sempre perpendicolare al suolo.

Piede

Piedi posteriori lievemente più ovaleggianti degli anteriori e con falangi un po' meno arcuate.

Andatura

Passo ordinario. Trotto deciso e brioso. Tratti di galoppo.

Pelle

Ben aderente al corpo in ogni regione, sottile, con tessuto cellulare sottocutaneo scarso. Non deve formare rughe. Il pigmento delle mucose e delle sierose va dal marrone chiaro al marrone scuro o molto scuro, altrettanto dicasi per i cuscinetti carpali, digitali e plantari.

Mantello

Pelo a tessitura lanosa, semi-ruvido in superficie, a riccio molto stretto, incurvato ad anello, con evidente sottopelo. Mai intrecciato a formare cordicelle o boccoli.

L'arricciatura dev'essere distribuita omogeneamente su tutto il corpo, tranne che sulla testa dove il riccio tende ad aprirsi. Mustacchi, barba e sopraccigli ben forniti. Anche le guance sono ricoperte di pelo folto.

Il pelo di copertura e soprattutto il sottopelo sono idrorepellenti.

Poiché il pelo, se non viene tagliato, tende ad infeltrirsi, è necessaria almeno una tosatura completa all'anno, oltre all'eliminazione periodica del pelo e del sottopelo infeltriti.

Colore

Bianco sporco unicolore, bianco a macchie marroni o arancio, roano marrone, marrone unicolore (nelle diverse tonalità), arancio unicolore. In alcuni soggetti è presente la maschera marrone o testa di moro.

 

Altezza al garrese

Maschi:

da 43 a 48 cm (ideale 46 cm)

Femmine:

da 41 a 46 cm (ideale 43 cm)

Tolleranza di 1 cm in più o in meno.

 

 

Peso

Maschi:

da l3a l6 kg

Femmine

: da 11 a 14 kg

Difetti

Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione di ciascuna regione costituisce difetto che nel giudizio deve essere penalizzato in rapporto alla sua gravità e diffusione.

Difetti eliminatori

Convergenza degli assi cranio-facciali, canna nasale concava, prognatismo accentuato e deturpante, depigmentazione parziale, strabismo bilaterale, pelo non arricciato o tosato a zero, mantello nero o pezzato di nero, presenza di speroni, coda amputata, altezza al garrese superiore o inferiore al limiti prescritti.

Difetti da squalifica

Enognatismo, monorchidismo, criptorchidismo, depigmentazione totale, occhio gazzuolo.

STANDARD di LAVORO e REGOLAMENTO PROVE per il LAGOTTO ROMAGNOLO

 

Approvato dal Consiglio Direttivo del 3 ottobre 2006

Su proposta della Commissione Tecnica Centrale del 8 giugno 2006

 e del Comitato Consultivo degli Esperti del 10 maggio 2006

 

Premessa

Il Club Italiano Lagotto ritiene che l’introduzione di criteri basati sulle attitudini per il lavoro nella selezione del Lagotto Romagnolo sia un passo fondamentale per la tutela di questa razza che possiede delle caratteristiche uniche nel panorama cinofilo mondiale.

L’attitudine per la cerca del tartufo progressivamente affinata nell’ultimo secolo è stata uno degli elementi fondamentali che hanno consentito alla razza di salvarsi da una quasi certa estinzione a seguito della scomparsa del suo ambiente di lavoro e quindi della propria funzione originale.

Per questi motivi si ritiene che la selezione debba operare per tenere unite nei nostri cani le qualità morfologiche con le attitudini funzionali.

Le prove di lavoro devono avere la funzione di evidenziare le qualità che meglio concorrono a fare un buon cane da tartufi. 

Le modalità di organizzazione ed i criteri di giudizio andranno orientati in modo che un buon cane da tartufi ben addestrato possa affrontare queste prove senza necessità di una preparazione specifica.

 

Andatura e portamento

L'andatura del Lagotto Romagnolo è caratterizzata da un trotto sciolto, brioso ed allegro che denota l'intima gioia nello svolgere la propria funzione di cerca. Sono ammessi tratti di galoppo all'inizio del turno, nei rientri su terreno già ispezionato e negli spostamenti è ammesso il passo nelle fasi di accertamento.

L’andatura dovrà adeguarsi alla natura del terreno, ampliando o restringendo il raggio d’azione per realizzare un lavoro utile; l’azione deve essere continua, avida, attenta e diligentissima.

Il portamento di testa è in relazione all’andatura ed alla velocità del cane. Nelle fasi di cerca più spedita la testa è portata leggermente rialzata ma con il tartufo (naso) in prevalenza inclinato verso il terreno; nelle fasi di accertamento al passo la testa è progressivamente abbassata fino ad appoggiare il tartufo al terreno. In presenza di una forte emanazione il Lagotto può alzare notevolmente la testa per farsi guidare dal vento verso l'emanazione stessa (tirata di naso).

La coda può essere portata in linea col rachide dorsale oppure anche più alta ma non arrotolata sul dorso ne tanto meno sotto di se. Al trotto la coda si muove in modo allegro, sovente con ampi e veloci spostamenti laterali. Con la coda il Lagotto segnala al conduttore la presenza del tartufo, accentuandone il movimento. E' importante che il Lagotto esprima con la coda allegria e volontà sul lavoro.

Cerca

La cerca è volonterosa, avida e determinata, esprime intuito ed iniziativa, viene espletata su linee diagonali con frequenti cambi di direzione, incrociando il terreno che deve essere ispezionato in modo minuzioso e dettagliato.

Il lagotto deve dimostrare di possedere intelligenza, concentrazione ed olfatto adattando l'andatura e l'ampiezza della cerca alle condizioni ambientali. Il cane deve trovare il giusto equilibrio tra: buona copertura del terreno, andatura sufficIentemente brillante e capacità di analisi molto accurata che gli permetta di effettuare anche le forate più difficili. Ciò può avvenire anche a ragionevole distanza dal conduttore. 

Quando il Lagotto entra nel campo di una lieve ed ipotetica emanazione rallenta fino al passo risalendo verso l'origine presunta, avvicinando progressivamente il tartufo (naso) al terreno ed accentuando il movimento della coda, può anche fermarsi, effettuare delle inspirazioni profonde ed accennare a raspare. Se l'impressione non è confermata riprende subito l'andatura abituale. Se invece accerta la presenza del tartufo inizia a raspare in modo deciso.

Se durante la cerca incontra una zona di emanazione che lo rende immediatamente certo della presenza del tartufo si dirige sicuro verso l'emanazione ed inizia a raspare senza esitazioni.

 

Quando percepisce l'emanazione portata dal vento si dirige verso la forata anche a distanza dal conduttore, può rallentare e fermarsi ad inspirare con la testa molto sollevata e rivolta al vento per localizzare meglio la sorgente di emanazione.

Il Lagotto si caratterizza per un collegamento assoluto ed estremamente naturale col conduttore. Pur dimostrando autonomia ed iniziativa nella cerca, sarà sempre pronto a seguire le indicazioni del conduttore in tutte le circostanze, pronto a rientrare o a dirigere la cerca nella direzione indicata.

Il carattere aperto ed operoso e la sua naturale predisposizione al lavoro lo rendono poco sensibile agli stimoli esterni che potrebbero essere causa di disturbo.

 E' totalmente disinteressato alla presenza ed all'emanazione di selvatici, se non in caso di incontro fortuito, in tale circostanza può mostrare un momentaneo interesse, pronto però a riprendere la cerca al primo richiamo del conduttore.

Forata

Una volta localizzata la forata il Lagotto deve svolgere un'azione di scavo decisa, può fare delle pause di accertamento, annusando le pareti ed il fondo della buca per localizzare meglio il tartufo ed indirizzare di conseguenza lo scavo, può cercare fuori della buca se ritiene di aver già tirato fuori il tartufo. L'azione può essere interrotta dal conduttore ed in questo caso il cane dovrà riprendere prontamente lo scavo se richiesto. L'azione del Lagotto sulla forata deve essere tale da consentire al conduttore il recupero del tartufo.

 

REGOLAMENTO

Art. 1

Le prove per il Lagotto Romagnolo hanno lo scopo di valutare i cani per quanto riguarda le loro attitudini per la cerca del tartufo evidenziando, ai fini della selezione della razza, i cani che si saranno distinti per qualità naturali, metodo di lavoro e capacità di recepire l’addestramento tipico della razza.

Art. 2

Potranno partecipare alle prove i Lagotti di razza pura, iscritti o iscrivibili al RSR o al ROI .

Art. 3

Nelle prove sono previste categorie separate in funzione dell’età: 

·          Giovani – da 9 a 30 mesi –

·          Veterani – oltre i 7 anni – (facoltativo da parte del proprietario in alternativa alla libera)

·          Libera – oltre i 15 mesi.

Sono previste batterie separate per i maschi e le femmine dalla classe giovani in su.

Nei raduni di Club potranno essere iscritti fuori concorso cuccioli e cuccioloni dai 4 ai 12 mesi.

I turni sono normalmente svolti a singolo; l’organizzazione può prevedere lo svolgimento di prove in coppia specificando per quali categorie.

Art. 4

Le iscrizioni dovranno pervenire entro la data stabilita e saranno ritenute valide solo se accompagnate dal relativo importo. 

Art. 5

Non sono ammessi cani mordaci, femmine in estro e soggetti castrati, i maschi dovranno avere due testicoli di uguali dimensioni e ben discesi nello scroto.

Art. 6

I conduttori dovranno trovarsi, pena l’esclusione, presenti all’appello nel luogo ed all’orario stabiliti e dovranno esser in seguito a disposizione della Giuria.

Art. 7

Nel caso che lo ritenga opportuno il Comitato organizzatore potrà decidere di suddividere i cani in batterie con almeno sei soggetti presenti in ciascuna di esse, la composizione delle batterie e l’ordine dei turni avverranno per sorteggio.

Art. 8

Le prove saranno giudicate da un Esperto Giudice o da una Giuria plurima. Le Giurie dovranno essere preventivamente ratificate dall’ENCI.

Art. 9

I concorrenti sono tenuti al massimo rispetto del campo di prova, è vietato liberare i cani al di fuori delle apposite aree che verranno messe a disposizione dagli Organizzatori, pena la l’esclusione della prova.

Art. 10

A ciascun concorrente è consentito il ritiro del proprio cane sia prima che durante la prova, senza restituzione della quota d’iscrizione, tranne che in caso di cagne in estro, con presentazione del certificato medico veterinario.

Art. 11

Le prove avranno una durata minima di 10 minuti; il Comitato Organizzatore, in base al numero degli iscritti e/o del terreno a disposizione potrà concordare con la Giuria tempi superiori dei turni.

Art. 12

La Giuria, qualora lo ritenesse necessario, avrà la facoltà di prolungare il tempo dei turni sino al doppio di quello previsto per uno o più soggetti o di richiamarli ad un turno successivo al primo.

Art. 13

Il campo di prova ottimale è costituito da tartufaie naturali con terreno vario e semi coperto, è facoltà della Giuria far lavorare in terreno aperto i soggetti per il tempo necessario per meglio valutare andatura e portamento. Ogni cane dovrà svolgere il turno in parte su terreno già perlustrato da altri cani ed in parte su terreno vergine.

Art. 14

Il cane andrà condotto preferibilmente con i gesti, i richiami troppo frequenti sia a voce che con fischio, saranno penalizzati; durante il turno, il conduttore deve rimanere a contatto con la Giuria per seguirne le eventuali indicazioni. 

Al conduttore è fatto obbligo di richiudere accuratamente le buche aperte dal proprio cane pena la squalifica.

Art. 15

La valutazione prenderà in considerazione i seguenti parametri:

·          VOLONTA’, il Lagotto dovrà mostrare un’azione avida, continua e determinata, un’iniziativa propria e non ripetutamente stimolata dagli incitamenti del conduttore, buona determinazione nell’affrontare gli eventuali terreni difficili;

·          ANDATURA, ottimale è un trotto brioso e spigliato che denota la gioia del cane nello svolgimento del proprio lavoro, sono ammessi tratti di galoppo all’inizio del turno e nei rientri su terreno già ispezionato, ammesso il passo nelle fasi di accertamento;

·          CERCA, la cerca si adatterà al tipo di ambiente, dovrà avere un raggio sufficientemente ampio da permettere di coprire una buona quantità di terreno e allo stesso tempo dovrà essere estremamente attenta e diligente in modo da analizzare bene tutta l’area interessata; l’andatura si ridurrà progressivamente nelle fasi di accertamento o nelle zone indicate dal conduttore; il cane dovrà svolgere il lavoro prevalentemente davanti al conduttore e non dovrà distrarsi su emanazioni di selvaggina o su emanazioni improprie;  

·          DOTI OLFATTIVE, si valuterà la capacità di effettuare forate tralasciate da altri concorrenti e nelle “tirate di naso” sull’emanazione di tartufi maturi portata dal vento;  

·          COLLEGAMENTO, nell’ambito di un’azione autonoma e determinata il cane dovrà mostrare  ottimo collegamento con il conduttore senza manifestare timore, dovrà indirizzare la cerca nella direzione che gli sarà indicata e ritornare prontamente al richiamo a meno ché non stia per forare;

·          FORATE, i giudici non considereranno solo il numero di forate ma soprattutto la qualità, tali  parametri serviranno per verificare l’efficacia del lavoro e ogni  soggetto sarà fatto lavorare anche su terreno già esplorato da altri concorrenti in modo da confrontare i diversi rendimenti, l’azione di scavo dovrà essere decisa e se interrotta dal conduttore dovrà riprendere quando richiesto, si valuterà positivamente l’arresto a comando dello scavo o l’eventuale riporto:

Art. 16

Il giudizio si esplica con l’assegnazione delle qualifiche e con la compilazione della classifica limitatamente ai primi tre soggetti, sarà redatta comunque una relazione per tutti i cani presentati. Le qualifiche assegnabili sono: Abbastanza Buono, Buono, Molto Buono, Eccellente.

Può essere assegnato il certificato CQN, al cane che ha evidenziato doti qualitative di tipo e di distinzione, valido nel lavoro ma con errori causati da carenza di educazione e di addestramento non imputabili al soggetto e che ha effettuato almeno una forata.

Il giudizio dovrà tenere conto anche dell’età del soggetto, nei giovani ci si dovrà basare prevalentemente sulle qualità naturali.

 Un cane sarà qualificato se avrà effettuato almeno una forata utile sul tartufo oggetto della prova. 

Alla fine della prova, sul terreno, la Giuria procederà alla lettura delle qualifiche e della classifica. La relazione dovrà, salvo necessità particolari ,essere illustrata a fine manifestazione sul luogo del raduno.

Art. 17

Difetti ed errori che comportano penalizzazione ed eventualmente eliminazione sono:

·          stile e metodo di lavoro non conforme alla razza;

·          mancanza di iniziativa e discontinuità nell’azione;

·          cerca disordinata ed inconcludente;

·          abbandono della forata;

·          grave mancanza di ubbidienza e fuori mano;

·          mancanza di fondo;

·          più di due forate a vuoto;

·          curare con insistenza emanazioni di selvaggina ed eventuale rincorsa a fondo;

·          disturbo del compagno di coppia e/o insistenti fasi di riferimento;

·          paura degli spari e dei rumori; timidezza ed aggressività.

Spetta al Giudice di valutare obiettivamente la gravità di un errore compiuto dal cane, considerando le diverse circostanze che lo hanno provocato.

Qualunque errore commesso nel primo minuto del turno e del richiamo non comporta l’eliminazione.

Art. 18

L’organizzazione dovrà favorire, per quanto possibile, la visibilità delle prove da parte del pubblico, compatibilmente con la natura del terreno; gli spettatori, eventualmente divisi in modo da formare gruppi non numerosi, potranno seguire la Giuria secondo le indicazioni della stessa, in perfetto silenzio e senza disturbare in alcun modo i concorrenti. La Giuria ha comunque facoltà, a suo insindacabile giudizio, di non consentire al pubblico di seguire i turni.

Art. 19

Per quanto non previsto si fa riferimento al Regolamento Speciale delle Prove di Lavoro.

"Di Campoleone" allevamento amatoriale Lagotto Romagnolo

di Rondinini Luca & Pasquetti Simona

Via 2 Giugno 106 Castelluccio - 52010 Capolona (AR)

luca.rond@alice.it cell. 349 8321294